Visita a Barrali
Sabato 10 ottobre 2009 si è svolta la visita guidata a Barrali. Gli studenti delle classi seconda L e i ragazzi della ex prima C dell’Istituto Alberghiero “A. Gramsci” di Monserrato, 15 corsisti adulti, accompagnati dalle professoresse Antonella Angioni e Gabriella Carta, sono giunti in piazza Santa Lucia intorno alle 9.15, dove sono stati accolti da due assessori, i signori Fausto Piga e Renzo Marras, dal presidente del gruppo folk “Santa Lucia”, il signor Antonino Coraddu, e dagli operatori culturali dr. Giovanni Pilloni e dott.ssa Elisabetta Zanetti. Insieme si sono diretti verso la vicina casa Mascia[1], dove hanno trovato, già impegnate, le maestre artigiane, le signore Luigina Vacca e Regina Marras, aiutate dalle signore Marisa Deidda e Cinzia Lallai.
Le maestre artigiane hanno iniziato a lavorare alle sei del mattino: hanno impastato (cumossàu) la farina (sa farra), il lievito madre (su frommèntu) e l’acqua salata (s’acqua sabìa), in modo da far trovare ai corsisti l’impasto già in fase di lievitazione (axedèndi).
Durante la lezione, i corsisti hanno dato forma a (pesàu) su civràxiu, l’hanno infornato con la pala (pàbia) di legno, dopo che i signori Antonino Coraddu e Franco Rosas avevano scaldato il forno a legna (forru a linna), inserendo, una alla volta, alcune fascine.
Intanto la signora Regina ha preparato l’impasto per su coccoi e ne ha distribuito a ciascun corsista un pezzo, perché lo lavorasse, come richiesto per questo tipo di pane, ciuèxi: appiattire l’impasto formando ripetutamente dei “riccioli” con il polso. Ognuno ha poi dato sfogo alla propria fantasia, dando al pane svariate forme: cuori, còrus, uccellini, pilloneddus, foglie, coccoi ‘e folla, ecc.
Contemporaneamente, è stato preparato un altro impasto da cui sono stati ricavati gnocchetti (mallorèddusu), utilizzando un piccolo tagliere scanalato (tallèri), forchette e una macchina a manovella. Gli gnocchetti hanno costituito il prima piatto del pranzo di questa giornata, conditi, secondo una ricetta molto diffusa a Barrali (a sa barrabesa), con un saporitissimo sugo a base di salsa di pomodoro e di carne di salsiccia fresca (satìzzu friscu); come secondo piatto gli ospiti hanno potuto gustare un’altrettanto saporita salsiccia arrosto (satìzzu arrustìu), accompagnata da ravanelli (arreìgas) e insalata (insallàda); per concludere, sono state servite le mele dell’azienda agricola Paradiso di Barrali. Naturalmente sui tavoli facevano bella mostra le forme di pane civraxiu realizzate nel corso della mattinata.
Dopo pranzo, nell’attesa che i coccois cuocessero, alcuni corsisti e insegnanti hanno compiuto un giro del paese, accompagnati da Elisabetta Zanetti. Hanno potuto ammirare, oltre al centro storico, la grande piazza del Popolo e la parrocchia di Santa Lucia, cortesemente aperta ai visitatori dal parroco don Fabrizio Porcella.
Intorno alle quattro i corsisti hanno lasciato il paese, ciascuno con la propria forma di pane coccoi e con la promessa di tornare a Barrali in altre occasioni, ad esempio per la sagra del Pane a luglio o per trascorrere una giornata a contatto con la natura sul Monte Uda.
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[1] Casa Mascia è un’antica casa campidanese, acquistata dal Comune, ristrutturata e aperta al pubblico nel 2003. Come tutte le case tradizionali delle zone di pianura e collina, dove si praticava l’attività agricola, mostra la stretta connessione fra l’abitazione e la produzione. Vi si trovano tutti gli elementi necessari alle attività domestiche (magazzini, forno, pozzo). Si affaccia su un lungo e stretto cortile e dietro termina con un piccolo orticello. La struttura muraria è costituita da una base in pietrame, per circa un metro e mezzo, e da mattoni di fango e paglia, ladrini. Si apre su via Funtana Manna con un grande portale, pottàbi.





