Burcei
«Burcèi o Burcèri, villaggio della Sardegna nella provincia di Cagliari, distretto di Sinnai, tappa (officio d’insinuazione) di Cagliari. Si annumerava tra i paesi che componevano l’antico dipartimento del Campidano (di Cagliari) del giudicato Caralese», così comincia la descrizione di questo comune montano della provincia di Cagliari nel famoso Dizionario compilato da Vittorio Angius e e Goffredo Casalis.
Secondo Iosto Miglior Burcéi (in sardo Burcéi o Brucéi) deriverebbe dal greco byrsèus (βωρσέυς) ossia concia pelli o da pyrkaèys (πυρκαέυς) ossia colui che presiede al fuoco sacrificale.
Lo stemma del comune presenta il partito semitroncato: il primo di rosso allo spino di verde fiorito di cinque d’argento; il secondo d’argento al ramoscello di ciliegio al naturale fogliato e fruttato di tre; il terzo d’azzurro a due colline di verde nascenti dalla punta, sormontate da una capra al naturale corrente.
Burcéi: il poeta locale Pasquale Sanna ne scrive in questi termini:
«De antigus pastoris ses fundau:
Candu su monti fiat ancora vírgini,
Is primus cuilis iant impiantau
Cussus barbaricinus de orígini.
E prus a tradu Santoro Frigau
In sa mitza de su sàlixi agatàt s.ossígini
Ma po custu logu fiat unu indígini
Poita ca de Sínnia est arribbau.
In mesu a cuatru montis de granitu
Cun su raru panorama chi regalas
A su furisteri de gioja dhu prenis;
In is annus sa Stória ti ant iscritu
A drita Forra e a peis Monti Iscalas
Arriceli a manca e a conca Monti Genis»
Burcéi è uno dei Comuni più elevati della Provincia di Cagliari, sito com’è a 648 m.s.l.m. nel cuore del Sarrabus. Ha un’estensione di quasi 95 km quadrati. confina con i Comuni di Sinnai,Villasalto e San Vito.
Al censimento del 2001 la popolazione contava 2978 unità; famiglie 1011.
L’economia attuale è basata prevalentemente sull’edilizia. Mentre l’allevamento, ancora oggi, conta su un discreto patrimonio zootecnico costituito da capre, pecore, bovini e maiali, anche questi allevati come gli altri allo stato brado. L’agricoltura si pratica soltanto nelle parti vallive; la coltivazione della vite serve più che altro alla provvista domestica, ma alcuni viticoltori conferiscono alla Cantina sociale di Quartu Sant’Elena. Il paese è comunque rinomato per la produzione delle ciliegie di diverse qualità: regina, durona, niedda, barracocca, carrofali ecc.
Qualche anno fa la produzione ha subito una contrazione a causa di una malattia delle piante, ma ora è in ripresa. Sono numerosi i burceresi che lavorano nel campo della forestazione e della prevenzione degli incendi boschivi. Negli ultimi decenni vi si sono sviluppate anche alcune attività commerciali e legate al turismo, come ristoranti ed agriturismi. Del tutto chiusa è invece l’attività mineraria che, con la scoperta di un filone argentifero,aveva avuto seguito per alcuni decenni.
Per chi arriva da Cagliari la strada per raggiungere la cittadina, la nota Orientale sarda o S.S. 125, è davvero panoramica; la si lascia poco dopo San Gregorio al bivio del passo Arcu ‘e Tidu e si prosegue sulla strada provinciale 21.
Non lontano sorgono i massicci granitici del Parco dei Sette Fratelli e della frazione Monte Cresia. Da Burcéi partono i sentieri naturalistici che conducono alla Punta Serpeddì (1067 m.s.l.m.) e alle miniere argentifere dismesse.
Il territorio di Burcéi e dei comuni contigui fa parte della cosiddetta Via dell’argento, un sentiero non asfaltato ricco di vestigia di archeologia industriale che percorre in parte il cammino dei minatori ingegnosamente costruito sui fianchi delle montagne appena sopra i torrenti a supporto delle miniere argentifere della zona. Del resto i giacimenti del Sarrabus vennero sfruttati per secoli anche se le vere e proprie ricerche scientifiche cominciarono solo nell’Ottocento; nel 1867 la costruzione dell’attuale S.S. 125 favorì i trasporti e quindi l’attività mineraria.
La particolarità geomineraria di questa zona del Parco geominerario della Sardegna è conosciuta anche grazie alla sua importanza dal punto di vista scientifico e mineralogico: infatti nel Sarrabus furono scoperti e classificati per la prima volta diversi minerali e numerosi campioni minerali provenienti da questa regione si trovano in alcuni importanti musei naturalistici italiani.
Nelle vicinanze lungo la valle del Rio Brabaisu, alle pendici settentrionali del Monte Idda, si estende l’omonima Foresta demaniale, ricca di lecci e ontani, abitata da numerorse specie di animali selvatici tipici dell’area.
La vegetazione è tipicamente mediterranea con presenza di boschi e sorgenti, che l’hanno resa naturalmente vocata alla pastorizia, l’aria è salubre… ed è per questo meta di gite da parte dei cagliaritani e dei quartesi; a fine maggio sono mature le ciliegie, frutto simbolo della cittadina, che ogni anno festeggia con una sagra la raccolta di questo frutto, presente nel territorio in diverse varietà e utilizzato in vari modi.
Nell’abitato è sita la Parrocchiale, progettata nel 1886 da Gaetano Cima; presenta analogie con la chiesa di Guasila, progettata anch’essa dal celebre architetto: l’edificio presenta una pianta ottagonale e cappelle laterali, con un prospetto neoclassico timpanato e spartito da colonne e un alto campanile.
Burcei da lontano… da un vigneto della campagna circostante.
La tipologia abitativa è determinata dalla situazione economica e orografica locale, le case si affacciano lungo le strade, si sviluppano su due o tre piani, hanno un piccolo cortile interno, talvolta terrazzato. Le murature sono prevalentemente in granito.
Il toponimo deriverebbe dal sardo “burrei”, che significa branco di buoi o di vacche; Burcéi infatti sarebbe stata fondata nel Seicento da un gruppo di pastori barbaricini e sinnaesi, che si stabilirono ivi attratti dall’abbondanza d’acqua e dei pascoli del luogo; ma come racconta Gian Giacomo Ortu la versione riportata da Vittorio Angius è soltanto una leggenda, tramandata gelosamente dalla memoria collettiva sino ai giorni nostri.
Il primo insediamento precario si stabilisce dagli abitati di Sinnai, Settimo,Villasalto ed altri tra il 1655 e il 1669 ma fallisce e le famiglie ritornano nei paesi d’origine.
Il secondo insediamento del saltus di Urcery o Burcéi avvenne tra il 1693 ed il 1697 ad opera di alcuni pastori cussorgiali di Sinnai, Settimo, Villasalto principalmente. Attorno ai cuilis più consolidati si formano habitaciones stabili e si iniziano a coltivare le terre migliori.
Nel primo decennio del Settecento i Quinque Libri di Burcéi ci regalano l’elenco delle coppie fondatrici del paese:
Antonio Aledda Maccioni – Anna Lorray Crobu (Villasalto)
Giovanni Battista Aledda Maccioni – Salvina Melis (Villasalto)
Giorgio Aledda – Antioca Enardu (Villasalto)
Giovanni Petro Aledda – Speranza Cabboi (Villasalto)
Michele Aledda – Greca Spanu (Villasalto)
Serafino Aledda Praddu – Gaspara Aledda (Villasalto)
Francesco Cabboi – Antioca Musiu
Domenico Cardia – Geremia Marcia
Giuseppe Cannas – Maria Congiu
Lucifero Cinus – Rosa Piras (Sinnai)
Lucifero Concas – Anastasia Sulis (Villasalto)
Martino Concas – Giuliana Contu (Villasalto)
Salvatore Concas – Maria Agus (Villasalto)
Giovanni Maria Congiu – Isabella Loy Pisu (Villasalto)
Antonio Fa – Martina Concas (Nurri)
Pietro Figus – Maria Lecca
Giovanni Maria Ghiani – Rosa Podda Zedda
Pietro Lecca – Maria Dessì (Sinnai)
Salvatore Lecca – Maria Figus (Sinnai)
Francesco Lobina – Salvina Montis (Villasalto)
Antonio Lorray – Marcella Aledda Meli (Villasalto)
Luciano Lussu – Rosalia Piras (Villasalto)
Bartolomeo Marcia – Isabella Puxeddu (Sinnai)
Pietro Marcia – Caterina Sanna (Sinnai)
Cristoforo Mattana Figus – Giacomina Lixi (Settimo)
Domenico Mattana Figus – Petronilla Cubeddu (Sinnai)
Salvatore Maxia – Antonia Cocco (Seui)
Giovanni Meloni – Violante Gessa (Sinnai)
Andrea Pintus – Maria Lai Loddo
Antioco Pisu Piccioni – Rosalia Loddo (Settimo)
Giuseppe Pisu Piccioni – Anna Maria Marrocu (Settimo)
Lucifero Pisu Piccioni – Emerenziana Corda (Settimo)
Giovanni Piga – Maria Serra (Esterzili)
Salvatore Ruggeri – Geltrude Pisu Piccioni
Giovanni Andrea Serra – Clara Lussu (Arzana)
Matteo Simbula – Giovanna Lecca (Villasalto)
Salvatore Simbula – Maria Aledda (Villasalto)
Giovanni Agostino Spanu – Maria Origa
Lussorio Surcis – Grazia Carrus (Sinnai)
Antonio Usay – Speranza Contini (Maracalagonis)
Salvatore Usay – Maria Lecca Dessì
L’andamento della popolazione di Burcéi tra il 1698 e il 1808, valutato in fuochi, conferma il lento ma progressivo consolidamento della popolazione nel territorio:
anno fuochi
1698 34
1716 39
1728 60
1751 77
1786 95
1808 119
Tabella da Ortu, cit. p. 33.
Sempre secondo la leggenda popolare i primi abitanti si stabilirono accanto alla fonte sa Mitza de su Salixi, che esisteva sino a non molti decenni or sono in paese, e attorno alle altre fonti che erano già ben note ai pastori della zona.
Comunque la zona era frequentata in epoca nuragica come mostra la presenza a circa 3 km dall’abitato di alcune rovine archeologiche (zona su nuraxi). Fu abitata anche in epoca romana, sono state trovate monete risalenti all’epoca di Nerone.
L’ambito feudale di Burcéi è quello della baronia di San Michele che faceva capo al marchesato di Quirrae dunque comprendeva un vasto territorio tra Ogliastra, Sarrabus, Basso Campidano, sino alla Marmilla. Nel 1839 avviene la cancellazione definitiva delle giuridiszioni feudali, e il territorio viene spartito tra il Comune, i privati e lo Stato, assumendo lentamente la configurazione che vediamo oggi, arrivando in paese.
L’acqua ha un ruolo fondamentale nel territorio; già Vittorio Angius scriveva che:
«Grandissima è l’abbondanza delle acque, e molto lodata la loro finezza. La già menzionata fonte che tienesi in mezzo l’abitato (Sa mizza dessu saliji N.d.R.) potrebbe servire ad una popolazione dieci volte più numerosa. Nelle estreme case del rione detto Sa-rocca sorgene altra in minor copia sì, ma più leggiera (Sa mizza dessa rocca). La prima è difesa da un fabbricato con vasche e lavatoi; questa scoperta. In Sergasèi, sito distante dal paese mezzo miglio, è un’acqua assai celebrata per la sua freddezza, che spesso però estinguendo la sete, accende febbri fatali.
Scorrono nel territorio tre ruscelli, uno nella regione Assìdi, l’altro in Piras-arbas, il terzo in Barbaìsu. Vi si prendono anguille e trote, e vendonsi le prime a 0,25 la libbra, le altre a 0,80. Ragguaglia la libbra a chil. 0,406» (Angius Casalis 1833-56: 208).
All’ingresso del paese è sita la chiesetta (edificata nel 1926) di Santa Barbara, festeggiata in occasione della locale sagra delle ciliegie, tra la prima e la seconda domenica di giugno di ogni anno, che vede i produttori esibire negli stand i prodotti tipici di cui è giustamente famoso il paese, dai formaggi ovini e caprini al pane di semola cotto nel forno a legna, dalla frutta al cannonau locale, coltivato con meticolosità nei piccoli vigneti del territorio burceese.
Questa la poesia scritta nel 2005 per la festa di S.Barbara dal poeta locale Luigi Melis.
Po sa festa de S. Bàrbara 2005
«In pranus sa tua Dimora
Po tenni sa bidha controllada
De Burcéi in dogna contrada
Ses ecellenti protetora.
Navigantis e Artiglieris
Minadoris e Pompieris
Dogna àngulu degnu i egrégiu
De tui Bàrbara Santa est protégiu.
Aundi est sa tua Crésia
Proposta e ereta de Predi Frésia
In altu e a Burcéi de fronti
Po protegi unu vastu orizonti.
De àngiulus cun d-una scorta
In celu riposendi istais
Bàrbara ses rica de crais
E in dogna domu oberis sa porta».
L’importanza dei fruttiferi era già stata annotata da Vittorio Angius:
«Le viti vi prosperano, se non che sopraggiungendo la stagione fredda prima della maturità perfetta delle uve, il vino riesce leggiero e facilmente inacidisce. Consumasi tutto nel paese. Gli alberi fruttiferi sommeranno a 3000 individui. Le specie sono peri, fichi, pomi, ciriegi di alcune varietà. I castagni ed i noci vi allignano mirabilmente, e ciò non persuade ad accrescerne la piantagione» (Angius Casalis cit: 208).
La chiesa di Santa Barbara addobbata a festa in occasione della sagra delle ciliegie.
Le feste comprendono quella dedicata a Santa Barbara, tra la prima e la seconda domenica di giugno, quando la statua della Santa viene traslata dalla parrocchiale alla chiesa campestre; la sagra delle ciliegie viene programmata tra fine maggio e metà giugno, ad agosto ha luogo la sagra della capra (‘e sa pezza de craba) con degustazione dei mille prodotti tipici a base di questo caprino; a partire dall’8 settembre c’è la festa di S. Maria di Monserrato, patrona del paese.
Bibliografia
Angius V. e Casalis G., Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna. Nuoro: Ilisso, 2006 (ed. orig. Torino: Maspero, 1833-1856).
Floris F. (a cura di), Enciclopedia della Sardegna. Volume 2, Bonihominis-Cima. Sassari: Editoriale La Nuova Sardegna, 2007.
Miglior, I., I comuni della Sardegna. Quartu: Pisano, 1987.
Ortu G.G., Burcei. Il paese sul crinale. Cagliari: Cuec, 2000.
Rossi N., Meloni S., Tradizioni popolari ed espressioni di fede nei canti poetici Burceresi. Dolianova: Grafica del Parteolla, 2007.
Sitografia
La scheda del comune nel sito della Provincia: http://www.provinciadelsole.it/burcei.html
Le vie della memoria: l’esempio della Via dell’argento a cura di Vittorio Serra
Filmato Pro Sardigna: Burcei nella “Sardegna Digital Library”
Recapiti e indirizzi utili
Comune di Burcei: Via progresso - tel. 070.737021
http://www.comune.Burcei.ca.it
Sito ufficiale del paese a cura del portale dell’Assessorato regionale al Turismo:
http://www.sardegnaturismo.it/offerta/cultura/cittaepaesi/paesi/burcei.html
Orari e tragitti da e alla cittadina: http://www.arst.sardegna.it/index.html
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