Barrali
«Barrali, villaggio della Sardegna nella provincia di Cagliari, distretto di Ussana [...]. Comprendesi nell’antico dipartimento di Trejenta del giudicato di Cagliari. L’antico nome di questo paese era Villarìos. Giace alle falde del Montiiùda [...] Per la festa principale della titolare (Santa Lucia, N.d.R.) che si è fissata nella prima domenica di luglio si celebre una piccola fiera, l’altra fiera occorre addì 13 dicembre [...]
L’ordinaria somma delle semenze va a star. 570, cosi spartiti, che diansi ai solchi 250 di grano, 200 d’orzo, 100 di fave, 20 di cicerchie. La raccolta suol computarsi da 5 in 6 mila starelli. Gli orti producono cocomeri, zucche, poponi, fagiuoli, cipolle [...] Le piante fruttifere sommeranno a circa 800; le specie sono peri, prugni, mandorli, ed alcuni gelsi e cotogni. I chiusi sono 35 [...] Tutti i poderi, come nella massima parte dei Campidani si osserva, sono assiepati con fichi d’India, che vi vegetano con molto lusso [...] Gli animali che si educano sono vacche, capre, pecore, giumenti, cavalli, e porci» (Angius Casalis 1833-56: 152 e segg.)
La vocazione agricola e pastorale di questa graziosa cittadina appare sin dalle prime righe del Dizionario di Vittorio Angius e Goffredo Casalis.
Iosto Miglior, medico condotto erudito, che ha anche dato il nome ad uno dei migliori vini di Jerzu, del toponimo Barrali osserva che a suo parere potrebbe significare “altare del toro” o del bue (da bara, barra più ùli, ùle, ùla) oppure “figlio del sole”, dal greco βάρ e ήλιος; in sardo su barràli è il pergolato, dunque il toponimo potrebbe anche avere quest’origine.
Stemma
Lo stemma presenta partito nel primo, di azzurro, all’albero di arancio, di verde, fustato al naturale, fruttato di nove, d’oro, nodrito nella campagna erbosa, di verde, accompagnato da due pecore, di argento, pascolanti nella campagna e attraversanti la stessa, poste una a destra, l’altra a sinistra del tronco dell’albero; nel secondo, di argento, all’albero di mandarino, di verde, fustato al naturale, fruttato di nove, d’oro, nodrido nella campagna erbosa, di verde, sostenuto a sinistra dalla capra saliente, di nero, poggiante le zampe anteriori e la zampa posteriore destra sul tronco, la zampa posteriore sinistra sulla campagna.
Il territorio di Barrali sorge alla confluenza delle quattro sub- regioni del Campidano, Parteolla, Gerrei, e Trexenta, a cui appartiene; è sito in una zona collinosa tra il Rio Mannu e le pendici di monte Uda (379 m.), a 140 m.s.l.m.
Gli abitanti al censimento del 2001 erano 1067; le famiglie 332.
Il territorio comunale si estende per 11,46 km quadrati; confina a nord con Pimentel e Ortacesus, a est con Sant’Andrea Frius, a sud con Donori, a ovest con Samatzai e Pimentel.
La maggiore via di comunicazione è la vicina strada statale 128, in direzione Isili, a cui Barrali è collegata dalla strada provinciale 11 che la congiunge più a sud con l’abitato di Donori; é presente la ferrovia a scartamento ridotto linea Monserrato-Isili-Mandas, costruita alla fine dell’Ottocento, e che corre a un paio di chilometri dall’abitato (la stazione di Barrali è in comune con Pimentel); la linea Mandas-Arbatax e Isili-Sorgono vengono ormai usate soltanto a fini turistici, ossia dal famoso Trenino Verde.
La sua economia è basata soprattutto sull’agricoltura, dove alla tradizionale coltivazione dei cereali e dell’olivo si è aggiunta quella degli ortaggi, delle piante da frutta (mele) e della vite; ancora presente la coltura del fico d’India, un tempo utilizzato come chiusura degli appezzamenti di terra. Numerose le aziende agricole e qualche impresa commerciale.
Territorio
Il Monte Uda è rinomato per la sua bellezza; il parco comunale oltre alla pineta, di circa 300 ettari, frequentato dagli abitanti del paese e dei comuni del circondario, é abbellito dai tipici cespugli della macchia mediterranea, lentisco, mirto, cisto, ginestra, e con una fauna abbastanza ricca (lepri, pernici, tortore).
Il suo territorio è ricco di siti di notevole interesse archeologico. In località Molimentu sono state individuate tracce di un’antichissima attività mineraria: in particolare sono stati trovati alcuni pestelli di pietra, scanalati per essere usati appunto per il trattamento dei minerali, attualmente al Museo di Cagliari.
Di interesse sono anche il nuraghe di Sa Domu de S’Orcu e soprattutto quello di Monte Uda, posto in posizione panoramica sopra l’omonimo colle.
Il territorio comunale ha anche zone di interesse paleontologico (calcari con lamellibranchi; fossili miocenici).
L’attuale centro abitato è di origine medioevale: probabilmente si è sviluppato in conseguenza dello spopolamento dei due vicini villaggi di Onigo e Santa Lucia. Apparteneva al giudicato di Cagliari ed era compreso nella curatoria della Trexenta. Dopo la fine del giudicato di Cagliari fu assegnato ai conti di Capraia che lo trasmisero al giudice d’Arborea.
Caduto il giudicato d’Arborea il villaggio entrò a far parte del Regnum Sardiniae; nel 1421 fu compreso nel territorio concesso in amministrazione a Giacomo de Besora; poco dopo fu trasformato in feudo. Passò di feudatario in feudatario sinchè dagli Alagon passò ai De Silva, i loro eredi, che continuarono a reggere il feudo fino all’abolizione. Nel corso del secolo XVIII furono costituiti il Consiglio comunitario e il Monte granatico. Nel 1821 Barrali fu incluso nella provincia di Cagliari e nel 1839 riscattato unitamente agli altri villaggi della Trexenta.
L’assetto urbanistico del paese ha conservato bene la disposizione delle sue case lungo le strade che formano il centro storico. Sono case in pietra abbellite da un pergolato, su barrali appunto, che si affacciano su un cortile che comunica con l’esterno mediante il portale: tipico della Trexenta. Al centro dell’abitato è sita la chiesa parrocchiale di Santa Lucia che, secondo la leggenda popolare, sarebbe stata edificata al tempo della fondazione del villaggio, dove prima si trovava una fornace di calce, inseguito all’apparizione della santa che ne avrebbe chiesto la costruzione a una fanciulla. L’attuale costruzione però risale al 1932.
La festa più importante si svolge la prima domenica di luglio di ogni anno in onore di Santa Lucia patrona del paese. Per l’occasione è possibile ancora sentire i canti tradizionali, e assistere ai tipici balli sardi.
La comunità celebra due volte l’anno i festeggiamenti in onore di Santa Lucia ossia la prima domenica di luglio e in forma minore il 13 dicembre. Ormai da qualche anno rientra fra i festeggiamenti estivi in onore della Santa anche la Sagra del pane ideata dal gruppo folk del paese, alla quale partecipano attivamente numerose maestre nella lavorazione del pane. Il prodotto una volta lievitato viene messo in cottura nel grande forno a legna presente nella piazza principale e distribuito pubblicamente.
Seguendo le antiche tradizioni contadine, durante la prima settimana del mese di settembre, in occasione della chiusura dell’anno servile, si tengono i festeggiamenti in onore di San Gemiliano, tradizionalmente abbinati al cambiamento di tutti i contratti nell’ambito del lavoro agricolo che avvenivano a “Cabudanni”, Capodanno, ossia a settembre, incipit del nuovo anno agrario.
Barrali, particella gentile della fiera e generosa Sardegna è una delle maggiori fonti sulle tradizioni popolari della comunità barralese; fu scritto dall’insegnante locale Faustino Marras nel 1929, e l’opera fu a suo tempo premiata con la Medaglia d’ Argento dalla Commissione Ministeriale per gli studi sul folklore sardo e giudicato il migliore tra i lavori presentati dai maestri della provincia di Cagliari. Marras racconta di come in occasione dei festeggiamenti principali in onore della Santa patrona, “Santa Luxia Manna”, le massaie si affaccendavano nelle grandi pulizie della casa le cui pareti venivano tinteggiate. Arrivavano a Barrali, dai paesi vicini, un gran numero di festaioli, a piedi, a cavallo o sui carri. Nel piazzale della chiesa, dove si svolgevano i festeggiamenti, venivano adibite delle loggette, dove si vendevano stoffe e tessuti di gran pregio, che le ragazze da marito acquistavano per prepararsi il corredo nuziale.
Un’altra festa caratteristica è la Sagra delle mele che si svolge il secondo o terzo sabato di settembre presso l’azienda agricola “Paradiso” che apre anche il suo meleto e i capannoni. L’azienda mette a disposizione le varietà di mele prodotte tra cui le Golden, le Fuji e le Green-Smith che vengono utilizzate, oltre che per l’esposizione e la degustazione, per la preparazione di dolci, marmellate, liquori che vengono offerti in degustazione al pubblico.
La serata è animata da spettacoli musicali e dall’esibizione del gruppo folk locale.
Bibliografia
Angius V. e Casalis G., Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna. Nuoro: Ilisso, 2006 (ed. orig. Torino: Maspero, 1833-1856).
Floris F. (a cura di), Enciclopedia della Sardegna. Volume 2, Bonihominis-Cima. Sassari: Editoriale La Nuova Sardegna, 2007.
Marras F., Barrali: particella gentile della fiera e generosa Sardegna. Cagliari: Tip. C. Sesta,1929.
Miglior, I., I comuni della Sardegna. Quartu: Pisano, 1987.
Sitografia
Sito web del paese a cura dei webmaster Leonardo e Luca
Notizie sulla Ferrovia Cagliari- Isili
Pagina sul paese a cura della Provincia
Pagina sulla cittadina del Portale RAS sul turismo
Indirizzi e numeri utili
Home page del Comune
Orari e tragitti ARST da e alla cittadina
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